Un'osteria vera, con la fila fuori.
Sala grande e luminosa, tavoli che si riempiono in fretta, un menu che cambia con quello che c'è al mercato. Niente scenografie: la cucina parla da sola.
I fritti arrivano caldi e asciutti, la trippa si fa in rosso o cacio e pepe, il sugo d'anatra cuoce dalla mattina. Le porzioni sono abbondanti e il conto, dicono tutti, è una sorpresa in positivo.
Pranzo tutti i giorni, cena dal mercoledì al lunedì. Si prenota, perché il sabato sera la fila fuori è lunga.